05 Dicembre 2020
le interviste

La Gazzetta del Serchio​ - Barga, venerdì, 4 maggio

Le interviste
05-05-2018 - Intervista a Piero Taccini (volontario), Giuseppe Lenzi (volontario), Don Savino (parroco di Amatrice)
Dalla Garfagnana aiuti umanitari ai terremotati di Amatrice

La protezione civile dell´associazione nazionale carabinieri di Capannori e Porcari continua con i viaggi della solidarietà nelle zone terremotate. Il 24 e 25 aprile, due volontari della sezione di Fornaci di Barga, si sono recati, per l´ennesima volta, ad Amatrice per portare aiuti in denaro e materiale raccolto nella Garfagnana e Mediavalle.

Giunti nella serata del 24 aprile, hanno consegnato tre quintali di pellet ad alcune famiglie del luogo. Il materiale era stato donato dall´associazione "Il Ritrovo di Roberta" di Pontecosi, che già in passato si era fatta promotrice di analoghe raccolte. La mattina del 25 i due volontari si sono incontrati con il parroco del paese, Don Savino, al quale è stata consegnata la cifra di 1.470 euro, delle quali, 470 raccolte dal parroco di Coreglia Antelminelli, Don Nando, e 1.000 dalla fanfara degli alpini di Cascio.

"La situazione in quella terra - spiegava Don Savino ai volontari - non è affatto migliorata perché manca il lavoro in generale. Le uniche attività lavorative sono quelle della ristorazione, nei fine settimana, quando in paese arriva una grande affluenza di turisti, e quella della pastorizia che, per fortuna coinvolge un discreto numero di famiglie. Sono state consegnate 80 per cento delle casette prefabbricate richieste, continuava a spiegare il parroco, molte delle quali, durante il periodo invernale, hanno avuto problemi a causa della temperatura molto bassa, arrivata anche a -20".

"Un grosso problema - sottolineano i volontari - rimane quello dello smaltimento delle macerie che, nonostante continuano ad essere portate in apposito sito nei pressi della capitale, sembra non diminuiscano mai. Fino a quando non saranno completamente smaltite non ci sarà inizio di ricostruzione. Anche su questo il parroco era molto pessimista perché, asseriva, la maggior parte di coloro che erano residenti in quei luoghi, costretti ad abbandonare, non rientreranno più. I due volontari hanno notato nel volto di Don Savino tanta tristezza e preoccupazione anche se lo stesso si diceva soddisfatto per la solidarietà ricevuta, soprattutto in donazioni di materiale e di denaro. Quello a lui consegnato dai volontari sarebbe servito per comprare alcuni containers idonei a sistemare tutto ciò che sarebbe stato recuperato dalle abitazioni inagibili che dovranno essere demolite. Prima di riprendere il viaggio di ritorno, i volontari hanno fatto un giro attraversando molte frazioni di Amatrice, località da loro ben conosciute in quanto intervenuti a pochi giorni da quel maledetto 24 Agosto 2016, ed avevano visto con i loro occhi la distruzione dei paesi e la disperazione degli abitanti. Hanno attraversato per la prima volta il centro del capoluogo, potendo constatare che, effettivamente, era come aveva spiegato loro Don Savino; sia il capoluogo sia le frazioni, erano ancora ricoperte di macerie".

"Durante i nostri viaggi in quei luoghi - concludono i due volontari - ci siamo fatti molti amici e ci sentiamo un po´ coinvolti nei loro problemi ed ogni volta che torniamo giù speriamo di trovare una situazione migliore ma, almeno per il momento, abbiamo trovato solo tristezza e rassegnazione".

La Gazzetta del Serchio​ - Barga, venerdì, 4 maggio 2018, 11:38


scritto da La Gazzetta del Serchio
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